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Antonio Avigliano

Antonio Avigliano nasce in Basilicata, a Oppido Lucano, nel giorno dell’equinozio di primavera del 1956. Dal 1962 al 1965 vive a S. Piero a Grado nella campagna pisana, dalla nonna e dallo zio. A otto anni la maestra delle elementari riempie una parete della classe con lavori ispirati alla Pasqua e alla passione di Cristo, praticamente la prima mostra personale.
Nel ’67 si trasferisce a Napoli, al convitto nazionale V. Emanuele II, con una borsa di studio, per frequentare le scuole medie ed il liceo classico. Qui vince un premio di pittura con una riproduzione di un’opera ottocentesca, raffigurante una fioritura di glicine. Nel ‘73 allestisce le prime personali, a Napoli e poi a Oppido, frutto di un anno di studi sulle opere di Caravaggio e Rembrandt.
Dal ’76 al ’78 impara a suonare il flauto e il sassofono ed entra a far parte del gruppo cult lucano “Cianuro” con il quale tenta di avere successo perfino a Berlino ovest, non abbandonando però la pittura
Dovo l’avventura musicale,torna in Basilicata e in poco tempo diventa un richiestissimo decoratore di interni.In questi anni lavora a opere visionarie e surreali.
Nell’ ‘87 va a vivere nella campagna toscana, a Pelago e in primavera viene folgorato dalla bellezza della natura: dipinge i biancospini, le ginestre, i campi, i vasi di fiori che cura sulla terrazza.Nell’estate è a Oppido dove tiene la prima mostra dedicata alla natura. Viaggia inin Sicilia ed espone a Floridia (SR), su invito del Comune. Scopre l’intensità della natura siciliana, gli agrumeti, i carrubi, i mandorli, gli olivi, le fioriture invernali.
E’ del ’92, invece, primo viaggio nel Pollino dove incontra i pini loricati, e nello stesso anno si trasferisce a Firenze, dove attualmente vive. Nel capoluogo toscano si cimenta anche nel restauro di importanti opere d’arte e si appassiona allo studio dell’affresco e delle tecniche di pittura murale.
Con la compagna Jamie Miller Morris viaggia negli States e viene acontatto con gli scenari americani, partorendo poi le sue tipiche immagini-tempo. Nel 2000 presenta insieme a Jamie una mostra “a 4 mani” presso il “Centro d’arte Puccini” di Firenze dal titolo “Anche il sole vorrei”. Lo stesso anno viene alla luce il primo figlio Cosimo.
Tra un restauro e l’altro allestisce a Oppido, nella Casa del Pellegrino del Santuario della Madonna del Belvedere, una prima mostra dedicata al paesaggio della valle dell’Altobradano.


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