Donato Lancellotti
Le forme, il colore, in Donato Lancellotti, sono frutto della sua particolare sensibilità nell'interiorizzare il mondo esterno che cerca di penetrare nella sua segreta essenza, di coglierne i svariati aspetti, di trasformarli in percezioni per poi trasferirle con instancabile minuziosità, quasi a volerne ripercorrere il mistero della creazione, sulla tela, inondandola di luci particolari, di nitide visioni talvolta surreali, altre volte caravaggesche con accorti tagli di luce, con accostamenti/contrasti di colore esteticamente validi. Un pittore, Lancellotti; che non risparmia il suo tempo. Un pittore tutto concentrato sulla sua opera. D'altro nonsi cura. Non ha mai voluto il suo nome, a pagamento s'intende, sugli pseudo cataloghi d'arte, non crede e non fa ricorso alla attendibilità discutibili delle pagine stampate per autoglorificarsi. Non ha mai partecipato e tanto meno vinto premi, neppure quelli ex aequo e non fa mistero che le sue sono
autovalutazioni formulate in base al binomio professionalità/tempo. Donato Lancellotti è, per la società d'oggi dove l'apparire vale più dell'essere, un orso che nell'esprimere la sua interiorità fa i conti solo con se stesso. Dipinge frugandosi dentro, trasferendo alle forme e ai colori le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri stati d'animo, il suo modo di rapportarsi con l'esistente.
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