Marinace
Le contraddizioni di una società in fuga verso il nulla, il malessere di individui che vivono un mondo non più a loro misura, il crollo di religione e ideologia, ma anche la speranza in una “città del Sole". Il tutto espresso in dialetto oppidese e con suoni pop, rock, funky, rap, con un profumo mediterraneo di sottofondo.E' Fuori Porta, il primo lavoro dei Marinace di Oppido Lucano. Sei brani fatti di metafore e un'ispirazione che si nutre degli elementi naturali come vento, sole, fiori e quella terra bagnata dal sudore del contadino che la lavora. Attivi in embrione dal 1988, costituitisi ufficialmente nel 1990, i Marinace hanno attraversato diversi momenti, fino a combinarsi nella formazione attuale nel 2003. E produrre un lavoro già apprezzato alla "Festa de l'Unità" di Oppido Lucano, nell'agosto 2004, e prima ancora durante le giornate di protesta degli operai Fiat a Melfi. Marinace è il nome della contrada dove all'inizio della sua storia il gruppo si riuniva per suonare, ma anche di una pietra di colore verde. Fuori Porta è, invece, l'appellativo della via che ospita la "sala prove", il luogo dove dagli anni Settanta si è fatta musica nel centro dell'Alto Bradano: vi suonava il Cianuro, vi provava la Zona Zero.
Musicalmente e letterariamente, i Marinace sono la sintesi di tutta l’esperienza musicale e culturale e politica di Oppido dalla fine degli anni sessanta ad oggi. Alcuni dei componenti e compositori vengono da Hendrix e Woodstock. Il basso lo suona Zozò (Donato Mancusi), la chitarra Michele Palumbo, la batteria Angelo Palumbo, un "dinosauro" già nel Cianuro. Al flauto traverso e ottavino c'è Domenico Picciani, al sax Roberto Frisi, la tastiera la accarezza Nicolino Esposito. La voce femminile è di Antonietta Polichiso, quella maschile appartiene a Rocco Stefanile, autore dei testi, mentre gli arrangiamenti sono di Tonino Lioi , Mario Spano, Rocchino Manniello.
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