Per la via dei canti
Storie di munaciédde, di masciare, di pumpenale. Storie di decomposizioni e di ricomposizioni. Storie di rupi staccate, di Madonne che non si trovano, di rupi assassine. Esperienze di profondità. E' "Per la via dei canti", l'iniziativa promossa dal Comune di Oppido Lucano, che ha luogo da due anni nella magica atmosfera della scalinata Trecèdde (trecento ampi gradini ai piedi del paese per settecento metri di lunghezza). Sul lungo serpente di pietra che una volta accompagnava il passo ansimante delle bestie e i pensieri dell'uomo che andava e tornava dalla campagna, e della donna che si recava a Capalvo a lavare i panni, otto attori, una ballerina e le musiche di artisti locali sono i protagonisti di un'ora e mezzo di spettacolo. Uno show peripatetico, che il prezzo del biglietto lo vale tutto. Diverse postazioni, diverse storie, tutte legate a un ciclo di morte e rinascita, tutte attraversate da demoni, da angeli, da figure misteriose a volte cupe, legate da un destino differente ma forse uguale, perché in fondo tutto ciò che si decompone si ricompone. Tanti protagonisti, come il prete che risolve ai galantuomini, con l'idea dei muretti a secco e della Madonna sotterrata, il problema dei porci che distruggevano le piantagioni. Come Donato l'aggiustaossa, l'uomo che si tramutava in piccione e volava di notte lungo la Trecèdde. Come la ragazza, cresciuta osservando particolari fuori dal comune, che un giorno di buon mattino, inseguita da una creatura non contemplata dal suo campionario di mostruosità, scappando spicca il volo. Come il macellaio, lo scuoiabestie, che vede negli occhi degli animali che uccide il volto dei loro antenati e che alla fine decide di fare la stessa fine. Menzione particolare alla ballerina, che prima in video, poi dal vivo, dà un saggio spettacolare della sua bravura. Sopra le righe il "quadro" alla postazione di "Pezzédde".
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