Chiesa S.S. Pietro e Paolo
Lunga e poco fortunata la storia della chiesa Madre di Oppido Lucano. Nella sua primitiva costruzione, l'edificio religioso risale al XII secolo. Ne fa menzione Obadiah, il proselito normanno, nel suo libro di memorie. E' stata rimaneggiata e ampliata nel XVI secolo. In quello successivo, la chiesa fu ampliata con la costruzione del "cappellone", per interessamento dell'arciprete Beato Pietro Caronna, che ivi è sepolto. Di elegante fattura barocca, il cappellone conserva una tela di Francesco De Mura e altre due di scuola napoletana. Architettonicamente, risente di stilemi precedentemente dettati dall'architetto di Oppido, Francesco Grimaldi (1543-1613). Nella chiesa Madre si conservano due statue lignee del Quattrocento, un Crocifisso del Cinquecento e un notevolissimo tabernacolo in pietra dello stesso secolo di scalpellini oppidani. La storia più recente della costruzione "non fa onore - spiega il parroco don Giuseppe Greco - non fa onore né al paese né a coloro che hanno realizzato gli interventi". I lavori dal 1950 al 1956 ridussero la grande navata a garage: abbattuti gli altari, chiuse le nicchie e rimesse nei locali sottostanti, ingombri di ossa dei defunti, tutto il materiale di riporto. Chiusa a seguito del sisma del 1980, ha subìto nuovi aggiustamenti fra il 1986 e il 1988, la chiesa fu riaperta la notte del 12 giugno, all'arrivo della statua del Patrono, Sant'Antonio. Nel'aprile 2004 destò preoccupazione un crollo di stucchi dalla volta soprastante l'altare, preceduto da un altro piccolo crollo di intonaco nel cappellone. A questi si affiancano oggi una grossa macchia di umidità accanto all'arco trionfale e un distacco di intonaco su un lato del campanile che danneggiò il tetto della struttura religiosa e di alcune case, per fortuna senza danni a persone. Attualmente all'edificio religioso non guasterebbe un bel make-up.
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