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La scalinata "Trecèdde"
La "Trecedde" è l'antica autostrada, il percorso
della transumanza. Sulle sue pietre s'udiva il rumore dei passi
dei contadini e delle bestie che s'incamminavano e tornavano dal
lavoro nei campi. Da qualche anno il "serpente" di 300
gradini è tornato a nuova vita, dopo una fase di oblio, erbacce
e vita selvatica. Ripulita dal materiale che prima lo occupava,
la scalinata è ora al centro dell'itinerario turistico di
Oppido Lucano. "Per la via dei canti", l'evento costruito
sulle suggestioni offerte dal tracciato in pietra e da una serie
di racconti fantastici, festeggerà quest'anno la sua terza
edizione. Anticamente la Trecedde era l'unica via di comunicazione
con la Puglia e vi partivano in inverno le greggi per raggiungere
i posti più caldi e i pascoli migliori. Oltre a rafforzare
la pavimentazione in pietra, è stato riscoperto un ponte
in muratura per diverso tempo ricoperto da due metri di terriccio.
Poco oltre il ponte, si trova la fontana di Pezzédde, dove
anticamente le donne del paese si recavano a fare il bucato, e più
in là la chiese rupestre di sant'Antuono, con i suoi affreschi
che ancora oggi lasciano a bocca aperta. Fra i due punti, la ripa
di Capialve, dove nel 1908 il distacco di un macigno seppellì
dieci donne che lavavano la biancheria. Una sola sopravvisse.
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