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Antonio
Viola, campione di ciclismo
C'era una artista, di nome Paganini, che non amava concedere il
bis. Ce n'è un altro, gran maestro di volate lunghe, che
il bis lo ha concesso. Artista della sella e del pedale, il giovane
lucano Antonio Viola si è laureato per il secondo anno consecutivo
fra gli esordienti di II anno, battendo sul traguardo di Osio Sotto
il forte rivale Thomas Fiumana (Emilia Romana) e Davide Gani (Friuli
V.G.), che rispetto allo scorso anno ha perlomeno guadagnato una
posizione, centrando il podio. Al di là delle metafore, e
tenuto conto che si tratta di categorie giovanili, merita un applauso
scrosciante l'impresa del campione italiano. Due anni fa Viola era
battezzato come un outsider, quando si presentò sulla linea
di partenza di Santa Croce sull'Arno, il 27 luglio. Un outsider
che mise in riga tutti i favoriti, portando per la prima volta la
Basilicata sul gradino più alto di un podio ciclistico. Nel
2004, invece, Viola è arrivato all'appuntamento tricolore
con i "gradi" di favorito, assieme ai vari Pizzaballa,
Colbrelli, Fiumana, Mantelli e altri che non ce ne vorranno per
la mancata citazione. Vi è giunto dopo nove successi in altrettante
regioni italiane, dalla Calabria alla Toscana, passando per Basilicata,
Puglia, Campania, Molise, Lazio, Umbria e Marche. Uno studio accurato
degli avversari, due duelli con Fiumana con esito "fifty-fifty",
come direbbero oltre Manica, una gara a testa con Viola primo e
Fiumana terzo a Pozzo della Chiana (Arezzo), Fiumana primo e Viola
secondo a Lerchi (Perugia). E un favorito, si sa, merita sempre
un trattamento da sorvegliato speciale. Non ha fatto grandi cose
Viola, durante la tiratissima gara. Non doveva farne. Ha corso con
intelligenza, sempre nelle prime posizioni. Pioveva, e stare dietro
poteva significare qualche rischio in più. Non si è
mosso quando il temerario Ricci ha provato a salutare la compagnia
e tentare la fuga. Ha fatto lavorare le grandi squadre, per poi
uscire nel finale. Dopo l'ultima curva, quella ai seicento metri
dall'arrivo, l'atleta dal caschetto celeste numerato "402"
si è accodato a Thomas Fiumana, mettendo poi freccia e relativo
"aufwiedersen" ai duecento metri dall'arrivo e tornando
a indossare il simbolo del primato italiano. Un bis riuscito solo
al toscano Braga (1990 e 1991) e al bergamasco Vassalli (1994 e
1995), da quando gli esordienti si giocano il titolo divisi in due
sottocategorie (1985).
Ma chi è Antonio Viola? E' un ragazzo che conosce il valore
del sacrificio e dell'allenamento. E' un tipo che non ama molto
taccuini e telecamere, da perfetto ragazzo del meridione appenninico,
chiuso a primo impatto, ma capace di regalarti sorrisi sinceri quando
lo conosci meglio. E' uno studente serio, che malgrado i tanti impegni
ha trovato il tempo per mettere la testa sui libri e "uscire"
con un buon voto dagli esami di scuola media. Antonio è una
persona semplice, che non si è montato la testa. "Temo
tutti i miei avversari, perché so che possono battermi"
ha dichiarato in un'intervista. Sono tutti questi piccoli frammenti
che compongono il puzzle di due gare attente, di due arrivi in volata
perfetti, di due titoli italiani che possono significare tutto e
niente, ma che per Viola vogliono essere solo l'inizio di un cammino
che lo porterà a raggiungere il suo sogno: diventare un professionista. |
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Michele Viola, Campione di ciclocross |
| Chi dice Viola dice tricolore. Dice bianco, rosso e verde. I colori della maglia di campione d’Italia. Dopo la strada, il ciclocross. Dopo Antonio, Michele. Dopo i sacrifici, l’alloro della vittoria. E la consapevolezza che questo deve essere solo l’inizio, il punto di partenza di una bella avventura. |
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