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Capalvo, 4 dicembre 1908
Una frana uccide 9 donne intente a lavare la
biancheria
Palmira, ore 10 del 4 dicembre 1908. Dieci donne sono
intente a "fare" il bucato, in contrada Capalvo. D'un
tratto una frana provoca il distacco dalla parete rocciosa sovrastante
di un grosso macigno. Una mattinata di sole, lavoro e allegro vociare
si trasforma in tragedia.
dal telegramma del sindaco Parente al Prefetto di Potenza
"... Stamane, ore 10, per franamento, distaccavasi grosso macigno,
in contrada Capalvo, seppellendo nove disgraziate donne che erano
intente a lavare biancheria. Sono accorso immediatamente sul luogo
disastro e col lodevole intervento ed efficace opera brigadiere
Melchionne, carabiniere Sciancalepore e guardie municipali, si sono
estratte dalle macerie in modo raccapricciante sette cadaveri e
due donne gravissime, già trasportate in paese..."
Le donne tirate fuori senza vita da sotto i detriti salirono a otto.
A una delle due rimaste ferite toccò la stessa sorte delle
altre. Solo una sopravvisse. Alle guardie Rocco Lancellotti e Antonio
Lioi e ad altri cinque cittadini, che si dedicarono per tutta la
giornata al recupero delle salme, giunse una nota di encomio dal
Prefetto.
"Fu un colpo durissimo per il paese e un atto d'accusa alle
autorità sorde ai disperati appelli di Palmira perché
fosse servita da un'acquedotto. Un'accusa allo Stato per le miserrime
condizioni di vita". (Gino Mennuni, Oppido cronaca dal
1806 al 1945, volume primo)
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