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I primi passi Oppido li muove nel neolitico. Nel periodo precedente la dominazione romana, l'area è viva. Numerosi sono i reperti ritrovati sul monte Montrone, datati anche VIII secolo a.C. L'insediamento osco-lucano sviluppatosi sulla sommità del colle oppidano è stato identificato da alcuni con l'Opinum presente nell'Itinerarium Antonini, importante asse viario. A Oppido fu scoperta la Tabula Bantina, uno dei documenti più significativi in lingua osca. In epoca romana, l'agro del centro bradanico divenne una "corona" di villae. L'operosità del perioso è testimoniata oggi dagli insediamenti di Sant'Igino e Masseria Ciccotti. Dal V secolo in poi, il buio. Oppido riappare nel secolo XI, quando i Normanni ne fecero la sede di un imponente castello. E' qui che probabilmente nacque Giovanni Abdia (o Obadiah), figlio del primo signore di Oppido: Drochus. Al "clerc" normanno convertitosi alla religione giudaica, appartiene la più antica melodia ebraica sinora nota. La crescita demografica favorì l'installazione a Oppido del mercato settimanale. La fedeltà agli angioini costò al centro del potentino il saccheggio e l'incendio nel 1348, durante la guerra fra Giovanna I regina di Napoli e Ludovico re d'Ungheria. Agli Angiò successero gli Zurlo, gli Orsini, quindi i De Marinis. Al XV secolo risale la concessione degli statuti mucipali da parte di Raimondo Orsini. Quello che è stato il centro storico, oggi in gran parte deturpato dall'opera di ricostruzione, si è sviluppato a goccia ai piedi del maniero e intorno alla chiesa Madre, in perimetro chiuso da tre porte (Portella, Porta Iuso, Porta Suso). Toccata dai moti del 1799 e della primametà del secolo XIX, Oppido Lucano si è poi trasformata in Palmira fra il 1862 e il 1933.
Fra i figli illustri, oltre a Obadiah, l'architetto Francesco Grimaldi, Lorenzo Cervellino, autore di opere legali in volgare nel Seicento, e il biblista padre Angelo Lancellotti.


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Lorenzo Cervellino
Padre Francesco Grimaldi
Capalvo, 4 dicembre 1908

Miracoli
Francesca Lancellotti
Storia di apparizioni e guarigioni
Partecipazione e devozione da ogni parte d'Italia. E' lo scenario che accompagna i pellegrinaggi dei fedeli dell'arcangelo Michele, che due volte all'anno rendono visita alla chiesa dedicata al santo. E' una fede nata sull'onda delle guarigioni attribuite a Francesca Zotta, 87enne nobildonna di Oppido Lucano emigrata a Roma diverse decine di anni fa...
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